Si è conclusa sabato scorso con la finale B l’avventura mondiale di Luca Rambadi ai Mondiali di Chungiju in Corea del Sud. Nei giorni precedenti, l’equipaggio azzurro del quattro di coppia (Montrone, Venier, Rambaldi, Cagna) aveva fatto penare non poco i propri tifosi, prima sbagliando la batteria eliminatoria poi centrando in pieno il ripescaggio e di nuovo sbagliando clamorosamente la semifinale. Una girandola di prestazioni che, oltre ad aver disorientato i tecnici federali, aveva messo sotto terra il morale degli atleti. Sabato invece è arrivato il riscatto e i quattro azzurri hanno vinto senza se e senza ma la finale B (dal 7° al 12° posto). Slovenia e Italia sono appaiate per la prima frazione di gara e, al passaggio dei primi 500 metri, l’Italia è seconda a 39 centesimi dalla barca slovena. Ai settecento metri l’Italia passa a condurre e a metà gara l’armo azzurro sfila sulle inseguitrici. Sul finale l’Italia, forse nella sua migliore condizione, taglia prima il traguardo con 3″12 sull’Olanda che, nel frattempo, aveva superato la Slovenia. Italia settima assoluta. Con questa bella vittoria l’armo azzurro sgombra il campo da fraintendimenti di chi li voleva solo come un esperimento e pone le basi per il futuro lavoro che, si spera, li porterà fra qualche anno alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. I tecnici sono altresì fiduciosi in quanto il materiale umano e il tempo non mancano. Rimane un po’ di amarezza per la mancata finale A che era assolutamente alla portata della barca azzurra. Forse, in semifinale, una eccessiva tensione li ha portati a commettere errori grossolani nella tattica di gara e a remare con una tecnica di voga irriconoscibile.
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Rambaldi settimo assoluto col quattro di coppia in un Mondiale a corrente alternata
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